Fusioni e trasformazioni di società che hanno beneficiato di aiuti pubblici: le nuove regole

Comunicazioni
17 Luglio 2023

Il recente decreto legislativo 2 marzo 2023 n. 19, in recepimento della Direttiva UE 2019/2121, ha introdotto, una nuova disciplina organica delle fusioni transfrontaliere. Fra l’altro viene posta particolare attenzione a garantire che l’operazione non comprometta i crediti dello Stato e delle amministrazioni pubbliche, e che non porti alla delocalizzazione di un’attività che ha ricevuto sostegno nello Stato di origine. Queste stesse regole si applicano anche alle scissioni e trasformazioni transfrontaliere.

Nella fase di redazione del progetto comune di fusione transfrontaliera, se la società risultante della fusione non è soggetta alla legge italiana, è necessario indicare se la società italiana incorporata ha ricevuto benefici pubblici o localizzati negli ultimi cinque o dieci anni, e se sono stati avviati procedimenti di revoca o decadenza di tali benefici. Queste informazioni devono essere incluse anche nella relazione che l’organo amministrativo della società deve redigere per illustrare gli aspetti giuridici ed economici dell’operazione.

Come detto questa disciplina è preordinata a contrastare il rischio che può sorgere nelle operazioni transfrontaliere quando la società risultante dall’operazione è soggetta alla legge di un altro Stato e una delle società italiane partecipanti all’operazione abbia debiti nei confronti dell’Erario o di altri enti pubblici o società pubbliche. L’operazione transfrontaliera genera, infatti, il rischio che la società italiana, che dovesse cessare la propria attività sul territorio dello Stato, in tutto o in parte, porti il proprio patrimonio e il proprio valore produttivo all’estero senza preventivamente estinguere i debiti che ha nei confronti di soggetti pubblici.

Al notaio italiano, autorità competente per il rilascio del certificato preliminare (di cui all’art. 29, D.Lgs. n. 19/2023) e per il rilascio dell’attestazione di eseguito controllo di legalità (di cui all’art. 30, D.Lgs. n. 19/2023), è attribuito il potere di (art. 5, D.Lgs. n. 19/2023), fra gli altri, con riguardo alle società italiane incorporate in società straniere, che abbiano debiti nei confronti di enti pubblici (di cui all’art. 30), di verificare il rispetto della normativa applicabile a questa situazione mediante richiesta alle amministrazioni pubbliche competenti delle informazioni ritenute necessarie.

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