ADR e crisi d’impresa: Camilla Menini modera sui rischi finanziari

Comunicazioni
30 Aprile 2026

La gestione della crisi d’impresa, oggi, si gioca sempre meno sul piano esclusivamente giuridico e sempre più sulla capacità di governare la dimensione finanziaria.

È su questa linea che si sviluppa il convegno “Crisi nelle MPI, Alternative Dispute Resolution e fabbisogni finanziari”, in programma il 20 maggio a Roma, promosso dalla Fondazione ADR Commercialisti in collaborazione con il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili. Un appuntamento che riunisce accademia, professione e istituzioni attorno a uno dei nodi più delicati per il sistema delle imprese.

Dopo i saluti istituzionali di Antonino Trommino, Presidente pro tempore della Fondazione ADR Commercialisti, ed Elbano de Nuccio, Presidente del CNDCEC, il confronto entra nel vivo con quattro tavole rotonde dedicate ai principali snodi operativi della gestione della crisi.

Tra questi, un focus particolarmente rilevante riguarda il tema della governance e del presidio dei rischi finanziari. È in questo ambito che si inserisce il contributo di Camilla Menini, chiamata a moderare la seconda tavola rotonda, dedicata proprio a “La buona governance a presidio dei rischi finanziari dell’impresa”.

Un ruolo centrale, perché la moderazione di questo panel implica la costruzione di un dialogo tra competenze diverse ma complementari: la visione manageriale sulla gestione finanziaria, il profilo tecnico del concordato semplificato e la prospettiva istituzionale sul controllo preventivo del rischio. Gli interventi saranno tenuti da Paola D’Angelo, Presidente ANDAF Marche-Abruzzo-Molise, sulla buona governance nella gestione finanziaria, Riccardo Bonivento, Dottore Commercialista in Padova, sul concordato semplificato e da Ermando Bozza, Presidente dell’Odcec di Lanciano e membro della Commissione MEF, su rischio finanziario e controllo preventivo.

L’impostazione complessiva del convegno restituisce un dato sempre più evidente. Gli strumenti di regolazione della crisi e gli ADR non sono più sufficienti se letti in chiave procedurale. La loro efficacia dipende dalla qualità della governance e dalla capacità di anticipare e gestire i fabbisogni finanziari, in un contesto segnato da tensioni di liquidità, accesso al credito e trasformazioni strutturali del mercato.

Per il professionista, questo significa un cambio di paradigma. Non più solo interprete della norma, ma soggetto attivo nella costruzione degli equilibri economico-finanziari dell’impresa, capace di dialogare con il sistema bancario, con gli investitori e con gli organi di controllo.

È esattamente su questo terreno che si colloca anche l’approccio di Consimp, che da tempo integra advisory strategica, analisi finanziaria e supporto alle operazioni di ristrutturazione. Perché la crisi, oggi, non si affronta per compartimenti. Si governa attraverso una visione unitaria, in cui governance, finanza e strumenti giuridici devono dialogare in modo continuo.