
Nel confronto sulle nuove sfide del risk management, la professionista di Consimp ha evidenziato il valore di assetti di governance adeguati, capaci di integrare controllo interno, supervisione dei rischi e sostenibilità.
Anche Consimp ha portato il proprio contributo al confronto promosso da Proetica nella “Settimana della Sostenibilità” sul tema “Le nuove sfide del risk management”, dedicato all’evoluzione dei rischi aziendali e al ruolo sempre più centrale della governance nel presidio della continuità e della resilienza d’impresa.
Nel corso della tavola rotonda, Camilla Menini ha focalizzato il proprio intervento su un punto oggi fondamentale per le imprese: la presenza di un sistema di governance adeguato non rappresenta soltanto un presidio di controllo, ma un elemento sostanziale di qualità organizzativa e di capacità di governo della complessità.
In particolare, Menini ha richiamato l’attenzione sul ruolo del Collegio Sindacale, distinguendolo nettamente da quello del revisore legale. Se quest’ultimo svolge una funzione esterna, il Collegio Sindacale opera all’interno dell’architettura di governance della società, vigilando sull’operato degli amministratori, sul rispetto della legge e dello statuto e sull’adeguatezza degli assetti organizzativi, amministrativi e di controllo interno.
Il valore di questo presidio emerge con ancora maggiore evidenza in un contesto in cui i rischi ESG stanno assumendo una rilevanza crescente nella vita delle imprese. Secondo Menini, fattori quali rischi climatici, gestione delle risorse, impatti sociali e qualità della governance devono essere letti come componenti integrate del sistema di rischio aziendale. In questa prospettiva, il Collegio Sindacale può svolgere una funzione rilevante nel verificare che tali profili siano correttamente recepiti nei processi aziendali e coerenti con gli obiettivi di sostenibilità definiti dagli organi amministrativi.
Nel suo intervento è stato inoltre richiamato il tema delle forme alternative di governance, con particolare attenzione al sistema monistico, che può favorire una relazione più stretta tra controllo, supervisione strategica e lavori consiliari, in un’ottica più evoluta e integrata.
Il contributo di Camilla Menini si è inserito in un dibattito di forte attualità, dedicato a un risk management sempre meno settoriale e sempre più interconnesso, dove i rischi tecnologici, geopolitici, ambientali, organizzativi e reputazionali richiedono strumenti di presidio più maturi. Un quadro nel quale la governance si conferma non come adempimento formale, ma come leva concreta di prevenzione, stabilità e creazione di valore.
Per Consimp, la partecipazione a momenti di confronto come questo conferma l’attenzione verso i temi che oggi incidono più direttamente sulla capacità delle imprese di strutturarsi, prevenire le vulnerabilità e affrontare con maggiore consapevolezza le trasformazioni in atto.